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Fond15 - S. Salvatore in insula maris, SS. Teodoro e Sebastiano e SS. Sergio e Bacco (9 BB III)
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Charter: 9 BB III 1
Date: 999 marzo 29
AbstractGiovanni, console e duca, concede privilegio d'immunità a Filippo Igumeno, e per esso al monastero dei Santi Sergio e Bacco congregato con il monastero dei Santi Teodoro e Sebastiano, pei loro navigli.

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Charter: 9 BB III 2
Date: 1018 dicembre 30
AbstractGiovanni Atalarico, figlio di don Cesario Atalarico, promette a Pancrazio igumeno del monastero dei Santi Sergio e Bacco etc. di non riscuotere dai navigli del detto monastero alcun dazio in virtù del privilegio di Giovanni duca (n. 3), eccetto pel porto detto Vulpulo, pel quale doveva esigere un moggio di grano, un orciuolo di vino, mezzo moggio di sale ed una quarta di orgio.

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Charter: 9 BB III 3
Date: 1022 settembre 2
AbstractPandolfo e Giovanni suo figlio, gloriosi principi di Capua “inclinantes aures preceptionis et iussionis domini Henrici invictissimi imperatoris Romanorum Cesarei agosto (sic) serenissimi nostri senioris [...] pro sue mercedis anime et aliquantulum nostre” concedono fra l'altro a Pietro abate del monastero di San Salvatore in insula maris presso la città di Napoli che in tutti i beni posseduti nella Liburia dal detto monastero, cioè in Turricella, San Marcellino e San Giorgio “Ad clabazanum, et in Degazano, Cereliano, Laviniano, Campomari, Ad San Paulum in Avercze, in Pastorano, Casolla, Casapuzana, Pomigliano”, nel territorio atellano ecc. nessun uomo a parte “Langobardorum” possa “pignorationem aut contrarietatem facere in omnia et in omnibus ecc. neque per generalem mobicionem neque per corsas vel scamaras ecc”.

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Charter: 9 BB III 4
Date: 1071 febbraio 2
AbstractSergio figlio di [...] dona a Stefano igumeno del monastero dei Santi Sergio e Bacco, congregato nel monastero dei Santi Teodoro e Sebastiano, alcuni suoi diritti.

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Date: (A) 1083 aprile 1 - (B) 1181 novembre 9 - (C ) 1301 febbraio 25 - (D) 1304 febbraio 28
Abstract

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Charter: 9 BB III 5
Date: 1083 aprile 1
AbstractGiordano principe di Capua per intervenzione di Gaitelgrima sua moglie sagacissima concede e conferma al monastero di San Salvatore “in insula maris”, in pertinenza di Napoli, e a don Orso abate del medesimo alcune chiese e terre poste nel suo principato.

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Charter: 9 BB III 7
Date: 1083 aprille 1
Abstract

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Charter: 9 BB III 8
Date: 1140 agosto 6
AbstractSergio ebdomadario della chiesa Stefania, figlio di Giovanni de Abbrise, promette a don Bonifacio abate del monastero dei Santi Teodoro e Sebastiano di officiare nella chiesa di San Potito de regione marmorata, di cui era stato nominato rettore, e di dare al monastero mediam oblatam et quartam de oblata in ciascun anno.

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Charter: 9 BB III 9
Date: 1161 giugno 26
AbstractGiovanni Guastella, figlio di Benedetto de Bisantin e di Maria de Grumo, abitante del luogo detto San Salvatore de ille monache, promette a Gaita abatessa del monastero di San Liguoro, cujus ipse est homo, di coltivare il fondo del detto monastero, posto ivi, e di pagare l'annua pensione di tarì cinque di oro di Amalfi, e dare la prestazione di una gallina nel sabato Santo.

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Charter: 9 BB III 10
Date: 1166 novembre 20
Abstract

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Charter: 9 BB III 11
Date: 1180 novembre 9
Abstract Papst Alexander III. für Abt Georg von S. Salvatore in Insula maris iuxta Neapolim: nimmt das Kloster unter den päpstlichen Schutz, bestätigt namentlich aufgeführte Kirchen und Besitzungen in Neapel und seinem Umland (Pozzuoli, Baia ,  Cuma, Sorrent) sowie Rechte in den Fürstentümern Capua, Benevent, Salerno und den Dukaten Neapel, Amalfi und Gaeta, außerdem das Mitspracherecht des Konvents bei Besitzveräußerungen, Sepultur und freie Abtswahl. Quotiens a nobis . (Horst Enzensberger)

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Charter: 9 BB III 12
Date: [1180 novembre 9]
AbstractCopia cinquecentesca del privilegio di papa Alessandro III per l'abate Giorgio di S. Salvatore in insula maris iuxta Neapolim

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Charter: 9 BB III 13
Date: 1221 giugno 20
AbstractGuglielmo Filangieri, signore di Campolisolo, figliuolo di Guido, chiede dall'abbate del monastero de' Santi Sergio e Bacco, passato nell'altro monastero de' Santi Teodoro e Sebastiano, denominato Casapicta, che confermi una vendita, che gli ha fatto Filippo Brancaccio comestabile, d'un orto posto nella città di Napoli, in vicinanza di altri possedimenti del detto monastero, giusta i confini, che sono indicati. Tale orto, appartenente per dominio diretto al suddetto monastero, era già stato conceduto a livello a Giovanni Caracciolo comestabile, figlio del fu Riccardo, che poi lo vendette a Pietro suo fratello, e questi a Filippo Brancaccio, che in fine lo aveva venduto al petente Guglielmo Filangieri. Costui chiede che sia confermata la vendita, e promette di coltivare e migliorare l'orto a sue spese, così tenendolo per ventinove anni, e contribuendo in ogni ricorrente festività di San Sebastiano uno staio di olio di buona qualità, e nel termine di ogni anno quattro tarì di oro amalfitani, o di qualsiasi altra moneta corrente nella città, con che si sarebbero dovuti rinnovare sempre i contratti di livello nello stesso tenore. In caso di ritardato pagamento, si promette la penale di una libbra di oro di bizantini rimanendo sempre valida la concessione. La domanda è ammessa, e quindi è formata la scrittura per mano di notaio. Copia senza sottoscrizioni.

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Charter: 9 BB III 14
Date: 1236 febbraio 15
AbstractOdone abbate del monastero del Salvatore, congregato nel convento de' Santi apostoli Pietro e Paolo nel castello Lucullano, concede a Giovanni Lazio chierico, figlio del fu Lazio, per tutto il tempo della sua vita la chiesa di San Vito posta fuori la porta di Donn'Orso, con tutte le case, mobili e terre di sua pertinenza, con gli obblighi di farvi sempre celebrare le solite funzioni, di farvi a sue spese le riparazioni necessarie, di coltivare anche a sue spese i fondi incolti, e col divieto di alienare e di fare da altri lavorare i fondi medesimi. Oltre di che il concessionario si obbliga di contribuire ogni anno nella festa della Natività di Cristo un pajo di oblate.

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Charter: 9 BB III 15
Date: 1239 gennaio 9
AbstractMartino Illubiscontu, abitatore di Calvizzano, promette all'abbadessa del monastero del Salvatore e de' Santi Pantaleone e Sebastiano, di continuare nello affitto perpetuo, già tenuto da suo padre, a nome Gregorio Illubiscontu, d'una certa estensione di territorio appartenente allo stesso monastero, posta in quel di Calvizzano, nel luogo detto “Ad casignanu”, di natura campestre, e se ne designano i confini. A tale effetto, si obbliga per sé e suoi eredi maschi di lavorar bene detta terra, seminandovi e facendo le altre operazioni di coltura a proprie spese, senz'altro obbligo verso il monastero che di contribuire annualmente e portare nel monastero dieci mine di grano, altrettante di fave, altrettante di miglio, tutto di buona qualità e misura. Mancando a tale obbligo, sarebbero incorsi nella penale di trenta solidi bizantini d'oro.

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Charter: 9 BB III 16
Date: 1286 aprile 1
Abstract

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Charter: 9 BB III 17
Date: 1292 settembre 25
Abstract

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